Riforma catasto

Riforma catasto

Per mesi si è sentito parlare di cambiamento nelle procedure, novità negli iter e ora la riforma catasto, non senza mille discussioni, è realtà.

Infatti, prima di essere approvata definitivamente, la riforma è stata al centro di un aspro scontro tra il centrodestra e la compagine presieduta da Mario Draghi, al punto da mettere in crisi il Governo stesso.

Ma cosa prevede la riforma del catasto? Scopriamolo insieme.

Riforma catasto

Secondo quanto approvato nelle scorse settimana, il Governo ha d’ora in poi la possibilità di modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, attraverso l’introduzione di nuovi applicativi con i quali i Comuni e l’Agenzia delle Entrate possano più facilmente individuare e classificare gli immobili.

Informazioni e planimetrie relative ai fabbricati dovranno essere ampliate, assegnando ad ogni immobile un valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base ai valori di mercato
 
Per gli immobili di interesse storico o artistico, invece, sono previste riduzioni del valore patrimoniale medio ordinarioconsiderati i più gravosi oneri di manutenzione e conservazione.
 
Da segnalare, infine, che tali aggiunte non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, comunque, per scopi fiscali.

Ma queste misure saranno davvero efficaci?

Efficacia della riforma del catasto

Le variazioni appena segnalate incideranno sul patrimonio immobiliare italiano che attualmente consta 76,5 milioni di immobili o loro porzioni, di cui quasi 66 milioni censiti nelle categorie catastali ordinarie e speciali, con attribuzione di rendita. A questi si aggiungono le oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite in catasto emerse attraverso le attività di fotoidentificazione.

Troppo presto per dire se questi cambiamenti negli iter catastali porteranno a qualcosa di buono, ma è innegabile che una riforma nelle procedure fosse necessaria.